“Certe cose (…) prosperano e crescono quando sono esposte alla volatilità, al caso, al disordine e ai fattori di stress, e amano l’avventura, il rischio e l’incertezza. (…) L’antifragilità va al di là della resilienza e della robustezza. Ciò che è resiliente resiste agli shock e rimane identico a se stesso; l’antifragile migliora." "Antifragile. Prosperare nel disordine" di Nassim Nicholas Taleb Per capire il concetto di antifragilità si parte dal suo opposto, la fragilità. Un sistema fragile è esposto continuamente a rischi che possono danneggiarlo o anche distruggerlo. Per proteggere un sistema fragile in genere si mettono in atto comportamenti o modifiche per renderlo più robusto. In tal modo si attua un concetto di resistenza e di resilienza. Ma robustezza e resilienza portano in sé un grosso limite: la rottura. Un sistema resiliente o robusto è comunque uguale alla sua versione fragile, solo che ha "qualcosa in più" finalizzato ad aumentare la propria resistenza, alzare il livello del proprio punto di rottura. In questa mostra i sei artisti si sono confrontati con le proprie fragilità, hanno subito l’evento traumatico e l’hanno reso proprio, finalizzando la propria resistenza e sfruttandolo per migliorarsi. Se pensiamo in natura, l’evoluzione non è basata sulla protezione degli organismi, ovvero sul renderli più forti e robusti, bensì sul cambiamento, organismi nuovi e più potenti di quelli precedenti.
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